Una campagna pensata per la scuola, utile anche a casa
Il progetto si propone di avvicinare gli alunni ai temi della salute, dell’igiene personale e della prevenzione in modo semplice, positivo e partecipativo, favorendo l’acquisizione di comportamenti consapevoli e responsabili. Attraverso attività educative, giochi e schede operative di facile fruizione, i bambini saranno accompagnati in un percorso di apprendimento che valorizza curiosità, osservazione e collaborazione.
Chi è davvero il pidocchio?
Il pidocchio è un piccolo insetto che vive tra i capelli, così minuscolo da essere quasi invisibile. Non ha le ali e non salta: si sposta camminando velocemente, restando vicino al cuoio capelluto dove trova calore e nutrimento. Non è pericoloso, ma può causare prurito.
Come si trasmette? Quasi sempre per contatto diretto testa-testa — durante il gioco, un abbraccio, un momento di vicinanza. Più raramente attraverso oggetti personali condivisi, come pettini, spazzole, cappelli o elastici.
Il controllo, un gesto di cura come tanti altri
Quando controllare
- Dopo aver notato prurito persistente alla testa
- Dopo gite, campeggi, soggiorni fuori casa o pigiama party
- Quando arriva una segnalazione dalla scuola
- Come abitudine periodica, ad esempio una volta alla settimana nei periodi di maggiore diffusione
Come fare il controllo
Capelli bagnati, un po' di balsamo, buona luce e un pettine a denti fitti: si passa ciocca per ciocca, partendo dalla radice. Vale la pena prestare particolare attenzione alla nuca e dietro le orecchie, dove i pidocchi amano nascondersi.
Parlarne subito è sempre la mossa giusta
I pidocchi non sono un segreto da nascondere. Dirlo subito a mamma, papà o alla maestra aiuta tutti a stare meglio: prima si interviene, prima si risolve, e prima si ferma anche il contagio verso i compagni di classe.
Può capitare a chiunque, in qualsiasi famiglia
I pidocchi possono arrivare a bambini, genitori, nonni e insegnanti: non scelgono in base alla pulizia né al tipo di capelli, e passano da una testa all'altra senza fare distinzioni. Per questo, se capita, non c'è motivo di vergognarsi — e non c'è motivo di prendere in giro chi li ha.
In classe, ai bambini insegniamo un piccolo codice: non escludere, non prendere in giro, continuare a giocare insieme, e dire semplicemente "dai, si risolve!".
"Essere gentili è sempre la scelta più coraggiosa."
Un'occasione per fare squadra, non per escludere
Anche in classe l'insegnante affronta l'argomento con parole semplici e un tono sereno, così che i pidocchi non diventino motivo di imbarazzo o esclusione. A casa possiamo fare lo stesso: trattare la situazione con naturalezza aiuta bambine e bambini a viverla senza vergogna — e a restare vicini a un compagno che li ha, senza cambiare atteggiamento nei suoi confronti.
Tutto il necessario, in un unico kit
Quattro materiali pensati per accompagnare l'attività in classe e arrivare, a piccoli passi, fino a casa vostra.
Lettera di presentazione
Introduce il progetto alle famiglie e spiega come si inserisce nelle attività di classe.
Libretto didattico
Una caccia al tesoro per scoprire il cuoio capelluto e imparare le buone abitudini di igiene, in modo giocoso.
Locandina per la classe
Da appendere in aula, con un'attività ludico-didattica pensata per il gruppo.
Attestati per gli studenti
Un piccolo riconoscimento da portare a casa, da condividere con un vademecum sull'igiene del cuoio capelluto.
Scarica il kit digitale completo
Tutti i materiali della campagna, pronti da leggere o stampare, in un unico file.
